andrea liberovici


grazie!!!

…mi piacciono molto i vostri commenti e le vostre analisi, senza offesa per nessuno la concisione e l’acume ironico di ghiralpa (ma che nome è?) li trovo molto divertenti così come è molto interessante l’analisi di zigenaviridis (altro nome notevole complimenti…). questo però, e lo dico per chiarezza, non è un blog libero ma è il blog di liberovici (perdonate il banale gioco di parole) non è libero, per modo di dire, nel senso che ognuno può dire ovviamente ciò che gli pare…io cmq, ho deciso di cestinare le mail (non sono tante ma ci sono state e suppongo ci saranno) di insulti generici al mondo, la città, la politica ecc. non sono bigotto, almeno non fino a questo punto, è una scelta, nel senso che materiale su cui incazzarsi e piangersi addosso, basta accendere canale5 e se ne trova a tonnellate, m’interessa capire, riflettere, fra me e me e con chi ha voglia di farlo, su come, questa situazione italiana indubbiamente complessa, ferma e polverosa (per usare toni sereni) possa cambiare…lo so la speranza è l’ultima a morire ma io non voglio morire senza speranza! ciao e grazie dei contributi restiamo in contatto! andrea

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  1. barbara

    Difficile argomentare senza lagnarsi, con frasi scontate. Difficile mantenere la speranza…ma ci voglio provare. Non sono un’artista, ma il bello mi commuove e ne ho bisogno come del pane. Come me tanti. Siamo un popolo di affamati, noi genovesi, tant’è vero che appena un barlume di bello si affaccia sulle nostre piazze ci tuffiamo a goderne e non ne siamo mai sazi. Se c’è un muro da abbattere credo che sia il potere, e non parlo di quello istituzionalizzato, che ce lo siamo pure scelto (sic!), ma il potere delle grandi famiglie, dei grandi vecchi che dominano la cultura, specialmente nella nostra città. Chè se non hai il loro lasciapassare non ti lasciano neppure provare a sognare, che hanno orrore dei giovani se non sono i loro tirapiedi e che faranno emergere solo quando anche loro diventeranno vecchi. E’ vero che vecchio potrebbe essere sinonimo di saggezza, ma non sempre. Spesso è sinonimo di paura. Ecco forse è questo il primo muro da abbattere, la paura, del nuovo, del diverso, del possibile e del mutabile.

    barbara (la prox volta cercherò di essere più concisa e propositiva) ciao

  2. michele

    affascinante è il fatto che oggi tutti possono fare tutto… foto musica film scrivere fare giardinaggio guidare auto veloci. trovo che ci sia poco interscambio. chi fotografa parla con chi fotografa, chi guida va ai raduni di auto etc… scartabellando biografie di personaggi che hanno lasciato un segno si riscontra invece una propensione all’apertura non da poco. credo che sia un buon punto di partenza.

  3. Clearco

    Io ne vengo da cinque anni passati al Festival dei Due Mondi di Spoleto, e nell’ultimo anno ho visto coi miei occhi cosa può fare la cattiva politica, la sete di potere, l’invidia, la presunzione, l’ignoranza e l’arroganza…
    Sto vivendo un momento di grande sfiducia verso la “cultura” gestita dalle istituzioni.
    A mio parere bisognerebbe continuare, come s’è sempre fatto, a lasciare che siano i grandi mecenati, i grandi filantropi, i ricchi illuminati, senza l’ansia di apparire, di essere e di possedere, a finanziare la “cultura” secondo proprio gusto.

  4. elisabetta

    Vogliamo dire la verità?siamo troppi.siamo la generazione di Maria de Filippi,quella per cui hanno ricominciato a trasmettere il vecchio telefilm Saranno Famosi..la gente crede che fare spattacolo,arte,sia una roba da film.sudore e successo!mentre chi fa un mestiere “normale” ha qualcosa in meno da dire…..in tutto questo marasma è difficile distinguere chi ha qualcosa di valido da proporre..è difficile rendersi credibili con chi finanzia come giovani che vogliono fare qualcosa a meno che…………non si prenda una bandiera!e questa è una cosa che patisco molto.chiarisco meglio..un’opera d’arte è buona quando nasce da necessità.tutti d’accordo?una necessità forte si matura nel tempo e la sua genesi richiede ritmi non in armonia con quelli del mercato della cultura..ora i “duri e puri”sostengono che nel frattempo si dovrebbe stare con le mani in mano e perdere i treni..io credo ci sia un compromesso da fare perchè in un cervello attivo questa necessità si crea semplicemente appassionandosi a un progetto che ci è capitato tra le mani,ma i compromessi hanno un limite. Bisogna vedere fino a dove si può aderire a un progetto,a una causa,senza tradirsi..senza rinunciare a quello che si vuole dire in prima persona,per dire quello che gli altri si aspettano che diciamo.Un danno della cultura oggi a mio parere è che si cerca di incasellarci in stereotipi del passato.Politicamente usiamo ancora le parole “fascista”e “comunista”…possibile che non abbiamo creato una nuova categoria abbastanza forte?possibile che travestita da”memoria” (la quale è una cosa giusta e sacrosanta )serpeggi una PAURA di quello che i giovani,tutte le persone possono veramente dire fuori da queste categorizzazioni per semplice voglia di Cultura che io credo sia Amore per l’umanità al di là di tutto,voglia di parlare di noi con altri?questo a me manca.

  1. barbara - 27 Giugno, 2008
  2. michele - 30 Giugno, 2008
  3. Clearco - 30 Giugno, 2008
  4. elisabetta - 10 Luglio, 2008

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