andrea liberovici


pochi ma buoni!

siamo ancora in pochi su questo blog…diamoci da fare xchè quello che comunque sta venendo fuori, riflessioni, idee, mancanze e mugugni è comunque importante…siamo pochi ma buoni in sintesi, e ne sono molto contento (della bontà!).credo realmente che il tentare di fare cultura, e mi piace quello che dice betta, che deve essere sempre motivata da una necessità più ampia che il proprio narcisismo, sia una sorta di missione in italia. sono appena tornato da berlino dove i miei interlocutori lavorativi, prima di venirmi a parlare, si sono informati, hanno studiato i miei video e le mie musiche e mi hanno fatto domande molto pertinenti ed appropriate sul senso e le tecniche del mio lavoro…fantascienza x un italiano…mi hanno realmente commosso, al di là di come proseguiranno queste relazioni, l’idea che importanti personaggi che gestiscono la cultura di una capitale come berlino si siano messi a studiare il “caso liberovici“ credo sia una forma di rispetto, non tanto mia, ma dell’arte in generale e di chi la produce che ormai in questo paese, ammesso che da qualche parte ci sia stata (e da qualche parte c’è stata e ne sono comunque testimone fra le altre cose proprio qui a genova con alcune istituzioni)è in assoluto declino. vent’anni di televisione commerciale hanno quasi azzerato il pensiero critico e l’amore per l’arte, la musica, lo spettacolo vivente…nonchè imbarbarito in modo inaspettato il “tono“ e l’etica di questo straordinario paese. è purtroppo tremendamente vero ciò che dicono grillo, guzzanti e travaglio…che lo dicano in modo sboccato, irriverente, formalmente poco corretto non lo so, ma è indiscutibilmente vero…e questa sinistra che si vuole alleare con casini pur di scappare, secondo loro, dal fallimento che ha creato (una nuova dc con casini e veltroni al posto di mastella e de mita? evviva figata!!!)è veramente qualcosa di straordinariamente patetico e malinconico…quindi, come sempre, nei momenti duri si può soccombere o produrre idee e riflessioni…e questo mi fa piacere si faccia anche, nel piccolo, attraverso questo blog! grazie andrea

3 Commenti, Commenta o Ping

  1. Lea

    Mi riferisco ad una riflessione di Mario Perniola quando afferma che per sottrarsi al cinismo melanconico in cui l’arte e la filosofia sono cadute occorre sprofondare il cuore delle opere in una cripta a cui è difficile accedere, egli così intende dire che per mantenere un’autonomia di ricerca occorre non deviare dai propri intenti, ma depistare l’andirivieni di curiosi, seccatori e fanatici della comunicazione con malizia astuzia e diplomazia. Da ciò se ne deduce che è importante non lasciarsi condizionare dalle mode, continuando un lavoro sotterraneo di presenza che costruisce. Tutto questo non significa non produrre apertamente ma soprattutto non rinunciare all’ombra.

  2. elisabetta

    Desideravo condividere una piccola riflessione sul fatto che a volte in situazioni di maggior disequilibrio e minore felicità sembra di riuscire ad essere più creativi e verrebbe da pensare “allora felice non voglio esserlo mai”o meglio”desirero mantenere vivo questo rovello interiore”,ma questa è una trappola che tutta la nostra cultura da secoli ci pone. Nei momenti di maggiore sviluppo di convinzioni filosofiche si è persa a volte la supremazia della FILANTROPIA sulla filosofia e le persone hanno sofferto anzichè trarre vantaggi dal pensiero dei saggi. ecco io credo che se vale la pena di soffrire per qualcosa questa cosa sia continuare in qualche modo e credere che sia possibile e imprtantissimo farsi capire dalle persone e,nella disposizione alla comunicazione,amarle,perchè se i nostri messaggi diventano oscuri,se si perde di vista che l’arte è un parlare con l’altro,allora siamo sulla cattiva strada. Così se sono stata poco chiara in ciò che ho scritto è solo per la difficoltà di trovare parole adeguate.

  3. Clearco

    Leggo con molti mesi di ritardo il commento di Elisabetta e mi trovo sostanzialmente in disaccordo.
    E’ vero che l’arte è “un parlare con l’altro”, verissimo. Ma se vivessimo in un paradiso terrestre, tutti felici e beati, di cosa dovremmo parlare? Per fortuna esistono i conflitti, le situazioni di disequilibrio, che danno motivo e sostanza al parlare e grazie a loro abbiamo la storia dell’arte.

  1. Lea - 12 Luglio, 2008
  2. elisabetta - 6 Agosto, 2008
  3. Clearco - 8 Maggio, 2009

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